Napoli.
I luoghi della città, con l'arte, si aprono a uno sguardo nuovo.

APERTURE è un evento artistico che invita artisti contemporanei a reinterpretare la relazione della città con i suoi luoghi storici o culturalmente significativi. Con APERTURE gli artisti sono chiamati a “invadere” i luoghi scelti con interventi site-specific che stimolino una riflessione nuova nel visitatore. Lo spazio, trasfigurato dall’azione artistica, apre così ad uno sguardo nuovo.
Essa nasce da una creazione di Riot Studio a seguito di una precisa commissione  ricevuta in tal senso dalla Tecnosistem, società napoletana leader in Italia nel settore dell’ingegneria, la quale si è inoltre fatta carico di finanziare interamente la manifestazione. Riot Studio e Tecnosistem, ossia due straordinarie esperienze della nostra città, sebbene vissute su fronti diversissimi, il cui inedito sodalizio ha favorito la nascita di questo nuovo esperimento culturale aperto alla città e al suo coinvolgimento diretto. Riot Studio infatti è uno spazio condiviso nel cuore di Napoli, dedicato alle arti e alle idee nuove, che realizza eventi culturali che mettono in relazione il tessuto urbano e sociale della città con il contesto internazionale.Tecnosistem, la più grande società di engineering del Mezzogiorno, è un esempio di impresa virtuosa che alla base dei suoi valori mette la conoscenza, la ricerca e l’innovazione. Essa, in occasione del suo 40° anniversario, ha voluto fortemente regalare alla città un evento culturale di grande respiro quale segno di ringraziamento per quanto ha ricevuto in questi lunghi anni dalla città stessa, in termini di donne e uomini capaci di animare una straordinaria vicenda umana ed imprenditoriale. Con questa prima edizione di APERTURE, Riot e Tecnosistem hanno quindi inteso offrire una visione condivisa della città - e del suo futuro - che non resti solo un ideale ma un concreto contributo ai processi di rigenerazione e trasformazione urbana.
Per la prima edizione di APERTURE è stato chiesto all’artista Gianluca Panareo, curato da Marco Izzolino, di lasciare un “segno contemporaneo” in un luogo storico per eccellenza della città: Palazzo Marigliano. Il risultato è Memini, una totale contaminazione tra passato e presente che prende forma in un’inedita installazione performativa. Un’esperienza diffusa sui diversi livelli dell’edificio cinquecentesco, che obbliga il visitatore ad una lettura nuova dello spazio con cui egli stesso è chiamato a interagire. Memini è uno scenario visivo ed esperienziale incastonato all’interno delle mura del palazzo: una macchina scenica dalla quale il visitatore, una volta entrato, ne può uscire solo trasformato. Attraverso l’arte contemporanea l’apertura dei luoghi fisici coincide con l’apertura di nuove visioni sul futuro di Napoli. Un luogo storico ma anche un’area industriale dismessa possono rivivere nell’immaginario attuale attraverso il racconto inedito degli artisti. La prima edizione è così un invito a far si che questo tipo di esperienza artistica diventi un appuntamento costante, tracciando percorsi sempre nuovi all’interno della città.

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